Riflessioni sulle “lezioni di fotografia”

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Luigi Avezzù Fotografo Lezioni di fotografia Ghirri

 

 

La Lettura del libro “Lezioni di Fotografia” di Luigi Ghirri mi ha dato lo spunto per scrivere questo articolo.

In particolare ho pensato alle mie prime lezioni di fotografia ed ai tanti nuovi amici che si affacciano a questa disciplina per la prima volta.

Questo articolo è dedicato anche ai tanti che impropriamente chiedono a noi professionisti (che non vuol dire bravi fotografi), di commentare e valutare le proprie foto. Poichè le critiche non sono mai ben accette, nemmeno dai neofiti, cerco di far capire che la fotografia è un percorso. Prima si imparano le regole e si studia…come diceva Robert Adams “spesso la composizione è davvero il mezzo migliore che un fotografo ha a disposizione per mostrare la complessità della vita; la struttura di un’ immagine può suggerire la forma che diviene bellezza”…ma la composizione fotografica la si studia e non la si usa più quando è ormai parte di noi, del nostro sguardo.

Il primo tema che vorrei affrontare è legato alle iniziali difficoltà di capire da grandi quali fotografi si vuole diventare, ovvero che tipo di fotografia ci piacerà affrontare ed approfondire. Quando si cominica a fotografare, soprattutto ai giorni nostri, i soggetti sono tra i più svariati..paesaggio, ritratto, street photography etc..In realtà pochi sono in grado di capire realmente cosa gli piaccia immortalare, ma con un pò di metodo e di studio prima o poi si riuscirà a capirlo.

La prima cosa da fare è evitare di pubblicare sui social network tute le foto che scattate nelle vostre uscite. L’ho fatto anche io, tranquilli, ma non ha alcun senso. Potrete ottenere tanti like,certo, ma credetemi che è quasi impossibile che su 50 scatti fatti ci siano anche solo due o tre foto buone! Quindi partite da zero, studiate e applicatevi, ma soprattutto frequantate qualche corso avanzato. A meno che non abbiate il tempo di fare gli autodidatti (se ne avete il tempo, beati voi), scegliete un buon fotografo che faccia corsi seri e frequentateli. Un corso di primo livello ci potrà certo fare una infarinatura, ma saremo concentrati già quanto basta a capire in uno scatto come scegliere tempi e diaframmi. Dopo che avrete capito come funziona una reflex…IN MANUALE..allora potrete passare allo step successivo.

Un esercizio che consiglio a tutti di fare è quello di spendere 50 euro per una vecchia reflex a rullino e consumarne un pò (magari in bianco e nero). In questo modo, dovendo affrontare il costo del rullino, dello sviluppo e della stampa, vi passerà la smania di fotografare qualsiasi cosa e soprattutto abituerete i sensi a captare o vedere la foto prima che essa si concretizzi. Oltretutto vi farà già rendere conto di quali scatti avete fatto bene e quali sapete già che saranno da buttare, ancor prima di vedere il rullino sviluppato. Unica controindicazione è che quando scatterete guarderete il retro della vostra macchina fotografica per vedere sullo schermo il risultato…:-)

Il corso di secondo livello, se tenuto dalla persona giusta, risulta uno strumento molto interessante ed utile poichè affronta la materia dal punto di vista storico, vi è un continuo confronto sugli scatti che si fanno e soprattutto perchè tendenzialmente si sviluppa un progetto, un tema.

Questo è un esercizio importante per un fotografo. Ghirri nel suo libro, che non è altro che una trascrizione di lezioni vere fatte a degli studenti, propone vari temi classici come la soglia, lo specchio, il riflesso o la trasparenza e dice qualcosa di basilare: “non si tratta di diventare una specie di segugio o un detective che va alla ricerca di cancelli e di tutti gli archi di trionfo della pianura padana. No: semplicemente is tratta di attivare un processo mentale, di attivare lo sguardo e cominciare a scoprire nella realtà cose che prima non si vedevano, anche dando agli oggetto, agli elemeni della realtà un altro significato. Attivare un campo di attenzione diverso. A questa attivazione dell’attenzione farà poi seguito il passo successivo, quello della rappresentazione fotografica”.

So che può essere noioso, ma cercare per un mese di fotografare durante le vostre uscite solo i riflessi, aiuterà il vostro occhio, un pò per volta, a cercarli e riconoscerli spontaneamente.

Altro consiglio è quello di guardare tante foto, nei libri e nelle mostre, anche quelle di fotografi emergenti ovviamente. Anche questo esercizio può abituarci a vedere durante le nostre uscite qualcosa a noi prima sconosciuto.

Non sarà una macchina fotografica a renderci fotografi, qualcuno magari ci arriverà prima ma è fondamentale adoperarsi per capire la materia.

Quando sarete arrivati a questo punto finalmente vedrete che avrete capito cosa vi piave fotografare. Ci sarà chi andrà nei mercati affollati delle proprie città e chi si isolerà su colli e montagne, la cosa importante è che sia un piacere! 

Buono studio!

 

 

 

 



2 risposte a “Riflessioni sulle “lezioni di fotografia””

  1. Alberto Ferraboschi ha detto:

    Grazie Luigi seguo sempre con molta attenzione i tuoi consigli e spesso mi accorgo che qualcosa sta “scattando” dentro la mia testa, spero di essere sulla giusta strada. Grazie e complimenti per i tuoi risultati. A presto.

    • luigiavezzu ha detto:

      Grazie Alberto, sicuramente quello “scatto” arriverà, affronta i tuoi lavori con la sensibilità che ti contraddistingue!

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